Ti è mai capitato di voler chiudere un pop-up e ritrovarti iscritto a una newsletter? O di scoprire costi aggiuntivi solo all’ultimo step di un acquisto online? Se sì, mi dispiace dirtelo ma sei incappato in un dark pattern. Ma non temere perché è capitato a tutti almeno una volta nella vita… se non di più! Queste sono strategie ingannevoli che spingono gli utenti a compiere azioni non desiderate, spesso a vantaggio delle aziende. In questo articolo, ti spiegheremo cos’è il dark pattern, come funziona, come riconoscerli e, cosa ancora più importante, come proteggersi da questi trucchetti.
Cos’è il Dark Pattern
Il termine dark pattern è stato coniato nel 2010 dal designer britannico Harry Brignull per definire quelle interfacce utente progettate intenzionalmente per trarre in inganno e spingere le persone a fare determinate azioni come acquistare un prodotto, iscriversi a un servizio, condividere dati personali, ecc. Grazie ai dark pattern, molte aziende possono indurci a cliccare dove non vorremmo, ad accettare condizioni che non ci interessano o a fare acquisti che magari non avevamo pianificato.
Queste tecniche sono diffuse ovunque: nei siti e-commerce, nelle app, nei moduli di iscrizione e persino nelle newsletter. Si basano su studi comportamentali e bias cognitivi, cioè quegli errori sistematici che il nostro cervello fa per risparmiare tempo e fatica nel prendere decisioni.
I principali tipi di Dark Pattern (e come si presentano davvero)
I dark pattern sono tanti e si presentano in forme sempre più evolute. Vediamo insieme quelli più ricorrenti:
- Hidden Costs (Costi nascosti) Vai su un sito, scegli un prodotto, lo metti nel carrello… e solo al checkout spuntano costi aggiuntivi: spedizione, gestione, assicurazione. Un classico tranello che punta sul principio di “impegno e coerenza”: ormai sei arrivato fin lì, tanto vale concludere. Moltissimi siti che vendono biglietti online mostrano il prezzo standard del biglietto per poi applicare una tariffa aggiuntiva per le commissioni nella fase finale del checkout… quando ormai stai già inserendo i dati della carta. Questa tecnica, ti spinge ad accettare “passivamente” la situazione e ad acquistare.
- Roach Motel (Ingresso facile, uscita difficile) Iscriversi ad un sito è facilissimo. Disiscriversi? Un labirinto. Questa tecnica mira a farti restare più a lungo su un sito, anche quando vorresti soltanto uscirne. Capita moto spesso con le piattaforme di streaming che permettono l’iscrizione in poco tempo, ma ti chiedono di mandare un’email o peggio, di chiamare un numero per annullare l’abbonamento.
- Confirmshaming Questo dark pattern mira a farti sentire in colpa nel momento in cui non vuoi accettare un’offerta. Il classico pulsante “No, preferisco pagare di più” o “No, non voglio risparmiare” induce nella mente dell’utente un senso di colpa, un disagio tale da spingerlo ad accettare. Ad esempio, esistono siti che propongono sconti con i popup in cui l’unica alternativa è cliccare su “No, preferisco pagare il prezzo pieno”. E alla fine, ci caschi e accetti.
- Sneak into Basket E’ una delle tecniche più subdole ed ancora molto diffuse soprattutto nell’e-commerce. Questo dark pattern consiste nel far comparire automaticamente nel carrello uno o più articoli che l’utente non ha selezionato, spesso accessori, garanzie, servizi extra o prodotti correlati. L’obiettivo è quello di sfruttare la disattenzione e la fretta dell’utente, inducendolo ad acquistare cose in più ed aumentare il valore medio degli ordini.
- Misdirection Con questa tattica, mirano a deviare l’attenzione dell’utente. Ad esempio, ti è mai capitato di trovare un pulsante gigante verde con su scritto “Accetta tutto” e un minuscolo link grigio per “Gestisci preferenze” nella gestione dei cookie? Questo è uno dei più comuni e, purtroppo, dei più efficaci dark pattern perché ci viene naturale cliccare su ciò che è più visibile, colorato e centrato nello schermo. Il link alternativo (quello che ci permetterebbe davvero di scegliere) è invece nascosto, piccolo, magari in basso a destra. A questo dark pattern, spesso viene associata anche la leva del tempo, con timer o animazioni che aumentano l’urgenza.Questo tipo di design gioca sull’impazienza e l’ansia decisionale, portandoci a scegliere l’opzione più immediata, anche se non è quella che vogliamo davvero. È un trucco tanto banale quanto efficace.
- Forced Continuity Ti iscrivi a una prova gratuita, ma poi ti vengono addebitati i soldi senza alcun promemoria prima della scadenza. Questa tecnica sfrutta la dimenticanza dell’utente e le app che la sfruttano, sono veramente tante.
Questi sono solo alcuni esempi, ma la creatività di chi progetta le interfacce è talmente vasta che potrebbe sviluppare tantissime altre tecniche di persuasione e manipolazione.
Come proteggersi dai Dark Pattern
La prima arma di difesa è la consapevolezza. Sapere che esistono ti aiuta già a riconoscerli. Ecco qualche consiglio pratico:
- Non avere fretta: quando navighi o acquisti, prenditi il tempo per leggere bene ogni passaggio, soprattutto dove c’è da cliccare o lasciare i dati personali.
- Controlla bene le opzioni: spesso la scelta più etica, libera o vantaggiosa è nascosta in un link piccolo o in un menù secondario.
- Utilizza estensioni del browser: le estensioni del browser bloccano popup aggressivi, cookie wall e tracker.
- Fai attenzione alle mail post-iscrizione: alcuni servizi mandano condizioni aggiornate o nuove policy nascoste all’interno di email che, almeno all’apparenza, sembrano innocue.
- Segnala e diffondi: se noti un dark pattern particolarmente fastidioso, segnalalo agli organi competenti. Più se ne parla, più le aziende sentiranno la pressione del pubblico.
Cos’è il Dark Pattern: In Conclusione
Con questo articolo, speriamo di averti spiegato nel migliore dei modi cos’è il dark pattern e come proteggersi da questi trucchetti subdoli che girano sul web. Purtroppo, i dark pattern sono una realtà sempre più diffusa e non è detto che spariranno presto, ma sapere come riconoscerli, è già un passo in avanti. Ricorda che nessuno dovrebbe mai forzarti a fare qualcosa perché andrebbe ad intaccare i tuoi diritti da persona libera. Quindi, se un sito ci tratta come polli da spennare… beh, forse è il momento di chiudere la pagina, segnalarla e navigare altrove.

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